Indispensabile collegamento tra Londra, Parigi, Bruxelles, Colonia e Francoforte, la nuova stazione collega inoltre due quartieri della città precedentemente separati dai binari della ferrovia, Cointe e Guillemins. A consentire questo secondo accesso è il Ponte di Guillemins, anch’esso opera dell’architetto catalano, “Un atto di fede verso il futuro”. È così che lo stesso Calatrava descrive l’avveniristico progetto che, come la maggior parte delle sue opere, è stato pensato all’insegna della trasparenza. L’idea è consistita nel realizzare una struttura in cui fossero messi in evidenza le piattaforme di arrivo/partenza, il flusso dei passeggeri ed i treni in movimento. Di qui la scelta per una volta monumentale in acciaio e vetro – che si estende per 145 metri su cinque piattaforme – in grado di conferire leggerezza ad una struttura di inevitabile imponenza, consentendo al tempo stesso la necessaria trasparenza per un dialogo costante della stazione con la città. Per la massima interazione tra interno ed esterno, il progetto non prevede un disegno di facciata concepito in senso tradizionale, poiché è la copertura stessa a diventare la principale facciata della struttura. “Il mio obiettivo – spiega Calatrava – è stato di realizzare un edificio che funzionasse da collegamento interurbano ad alta velocità attraverso le città d’Europa. Ho immaginato un edificio senza facciate, con una copertura flottante che offrisse protezione dagli agenti atmosferici. La morbida geometria curvilinea della copertura intende porsi in armoniosa relazione con il paesaggio disegnato dalle colline di Cointe”.

Indispensabile collegamento tra Londra, Parigi, Bruxelles, Colonia e Francoforte, la nuova stazione collega inoltre due quartieri della città precedentemente separati dai binari della ferrovia, Cointe e Guillemins. A consentire questo secondo accesso è il Ponte di Guillemins, anch’esso opera dell’architetto catalano,



“Un atto di fede verso il futuro”. È così che lo stesso Calatrava descrive l’avveniristico progetto che, come la maggior parte delle sue opere, è stato pensato all’insegna della trasparenza. L’idea è consistita nel realizzare una struttura in cui fossero messi in evidenza le piattaforme di arrivo/partenza, il flusso dei passeggeri ed i treni in movimento. Di qui la scelta per una volta monumentale in acciaio e vetro – che si estende per 145 metri su cinque piattaforme – in grado di conferire leggerezza ad una struttura di inevitabile imponenza, consentendo al tempo stesso la necessaria trasparenza per un dialogo costante della stazione con la città.



Per la massima interazione tra interno ed esterno, il progetto non prevede un disegno di facciata concepito in senso tradizionale, poiché è la copertura stessa a diventare la principale facciata della struttura.



“Il mio obiettivo – spiega Calatrava – è stato di realizzare un edificio che funzionasse da collegamento interurbano ad alta velocità attraverso le città d’Europa. Ho immaginato un edificio senza facciate, con una copertura flottante che offrisse protezione dagli agenti atmosferici. La morbida geometria curvilinea della copertura intende porsi in armoniosa relazione con il paesaggio disegnato dalle colline di Cointe”.